France part 3 - tra Baune e Dijon



Chiedo venia per questo prolungamento dei tempi del reportage francese, è che a mettere a posto tutte le foto ci è voluta davvero un'eternità e la pazienza di Giobbe combinate insieme.
Dove eravamo rimasti? Ah si, dopo Lione e dintorni e lo speciale vini e formaggi, è finalmente giunto il turno della deliziosa Dijon, deliziosa in tutti i sensi estetico-palatali che si possano immaginare. Un bon bon di cittadina dal cuore morbido e antico e dal guscio moderno, con tocchi di design abbinati alle facciate con le famose grate di legno tipiche di quella zona della Francia, come anche dell'Alsazia, per dire. Diversamente piacevole rispetto a Lyon, molto più contenuta eppure vitale, con tutto quello che serve per non farci mancare quel che è considerato il paradiso francese dei foodies. Anzi, vi dirò, tutto sommato la preferisco anche :)

Non solo senape, dunque. Certo, pure senape, e pure tanta: prima fra tutte, Maille, dove ho fatto letteralmente razzia e dove si perde la testa nello scegliere tra i millemila gusti di senape aromatizzata, aceti e salsine varie. Io non mi sono potuta far scappare l'aceto di lamponi (una cosa che mi sa di Francia più del burro demi-sel) la senape al cassis, quella all'antica, all'estragon eee... Ehm, non mi ricordo, ne ho prese troppe! Ma degna di nota è pure Fallot, a Baune, dove siamo andati a visitare il plant di produzione: anche lì, un miliardo di gusti, seppur meno di Maille. Qui la senape, almeno quella classica, viene fatta ancora alla vecchia maniera, 5 ingredienti, macinatura meccanica, esaltazione del terroir. Interessante e parecchio forte quella al Pain d'epice, ma sconsigliata ai palati delicati!


Oh, già che si parla di Baune, meglio spendere due paroline anche su questa carinissima città: il centro storico è davvero notevole, bella la piazza principale con la svettante cattedrale, belli i palazzi limitrofi, deliziosi ristorantini e un negozio di libri di cucina-accessori-mappe golose ecc. (da cui il mio nuovo libro, eheh) da togliere il fiato. Abbiamo pranzato in un posto molto carino, con insalata di chèvre chaud e con un magret de canard all'aceto di lamponi e verdure molto buono ed equilibrato, piacevole e curato. C'è chi non ha rinunciato anche al dessert, io non ho osato dopo quasi una settimana di full immersion mangereccia, ma a quanto pare la crème brulée non era niente male (e se lo dice Amélie che romperne la crosticina fa parte della gratest list dei piaceri della vita...:D)


Sempre vicino a Baune, precisamente a Lusigny-sur-Ouch (che, per inciso, è un paesetto delizioso), abbiamo fatto una capatina alla Ferme des Levées, un'azienda agricola che alleva maiali in maniera naturale, letteralmente allo stato brado, con un'alimentazione fatta praticamente solo di quel che si può trovare in un campo d'erba incolto. Mai visto dei maiali più felici di quelli in vita mia. E visti poche volte, pure, dei bambini altrettanto felici, liberi e vivaci, cresciuti a contatto con la natura in modo sano e genuino. Che poi una volta cresciuti manifesteranno esigenze diverse dal correre in bicicletta a tutta velocità è altra storia, ma intanto...


L'azienda alleva questi maiali e poi usa la carne  per realizzare manufatti prodotti in casa, venduti direttamente in loco o al mercato di Digione: rillettes, jambon persilles, paté de campagne, paté en croute, terrine alla senape ecc. ecc. E per nostra immeeeeeeensa sfortuna, abbiamo dovuto assagiare tutti i loro prodotti, insieme ad un pane così fresco e croccante da commuovere, e ad un'insalata condita magistralmente con una vinaigrette alla senape. E tanto perché non era abbastanza, il gran finale è stato una vasca di fromage blanc (il più fresco, il vincitore tra tutti quelli mangiati durante la settimana) accompagnato da una ciotola di crème fraiche così dolce e goduriosa che me la ricorderò a vita. Se passate di lì, ve lo consiglio col cuore, andateci, e anche se non ci passate, fate una deviazione, non ve ne pentirete!


Ritornando a Dijon, alcuni tip per cenare in città: premesso che c'è davvero un'offerta valida di locali tra brasseries, ristoranti ed épiceries, sicuramente merita il  DZ'Envies, ristorante con cucina fusion-ricercata senza lazzi e fronzoli, ambiente moderno e piacevole, prezzi davvero onesti (si cena con un menu degustazione a 30 euro) . Personalmente, ho amato in particolare l'Imprimerie Concorde, il clima è eccezionale, si mangia letteralmente circondati da libri in un ambiente ampio e luminoso, per pranzo o per cene spicce (si mangiano insalate, primi, crèpes, carne alla brace e patatine , fatte in casa, ça va sans dire!). Menzione speciale all'Epicerie et Cie, un locale meraviglioso, con muri di pietra, luci soffuse, clima vivace e disimpegnato, e un bancone con appesi salumi e formaggi. Cucina tradizionale e/o rivisitata, ma sempre a partire da ingredienti e ricette tipiche digionesi: dalla soupe aux escargot alla casse-croute, un decadentissimo panino imbottito di manzo alle cipolle caramellate e fois gras accompagnato da patatine maison fritte nel grasso d'anatra (che detto così sempra disgustoso ma fidatevi, avreste dovuto vedere le facce di chi l'ha presa! :D). Io ho scelto il pesce ed era ottimo pure quello , con la mia fedele blanche, poi, ancora meglio (non ne potevo più di vino dopo tutto quello Chablis, eheh!).
Come cene collettive, siamo stati guidati una prima sera al  Restaurant Le Rousseau, dove cucina del territorio significa comprare tutti gli ingredienti al mercato locale. Una cena piacevole e quasi vegetariana, fatta eccezione per l'éntrée - un fois gras de poulet che non era male per niente. Buono anche il dessert, un gelato di pain d'épices con una salsa alla vaniglia e lamponi.  Il rapporto qualità-prezzo non è niente male, se si pensa che il menu parte da 19 europei per tre portate. 

Credit: Jesse Dart

L'ultima sera, invece, è stata la volta del Ristorante Le Chabrot, anche qui, niente male senza troppi entusiasmi, anche se devo dire che le uova ponchée col fondo bruno del successivo piatto principale, ovvero il famigerato boeuf bourguignon, e funghi erano proprio buone, e pure il suddetto manzo era buono, tenero, e perfettamente accompagnato da un confortantissimo e delizioso puré pieno zeppo di burro (ecchissenefrega!). Il dolce è stata una piacevole sorpresa, pere al vino con briciole speziate, rinfrescante ed equilibrato. E per non farsi mancare niente, ci siamo presi pure una flute di Champangne, tié!:)

Per concludere in bellezza, vi lascio con qualche immagine di Les Halles, il mercato coperto cittadino, una festa per i gastrofanatici alla ricerca dell'ingrediente segreto e per i golosi di natura. Ci troverete pane fresco, biologico e non, di ogni genere e tipo, mieli, propoli, composte, carne, pesce, prodotti caseari di qualità stupefacente (gli yogurt e il burro che ho preso non hanno pari!), nonché, ovviamente, frutta e verdura spettacolare -- perfino rabarbaro, batate, zucchine gialle, melanzane bianche, rape nere. Insomma tutto quello che fa strabuzzare gli occhi ad un foodblogger :D Enjoy. 


A presto con le puntate di Terra Madre/ Salone del Gusto e, se ci scappa, con qualche cucinamento.
 

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