Oggi è il giorno che segna definitivamente la fine delle vacanze. Tornata a Bra e, tra poche ore, anche sui banchi di scuola, si riprende con un nuovo anno accademico con molte novità e tante tante nuove avventure. Che faranno i nostri eroi? Beh, intanto tra una settimana si va in Borgogna a tuffarsi nel vino rosso e a nuotare nella senape aiutate da un salvagente di formaggi al 60% matière grasse :) E poi chissà, stay tuned!:P
Comunque, premesso ciò, è giunto il momento di chiudere con i post estivi-vacanziercazzeggianti, per la serie "giro-vedo-mangio" ma non produco nient'altro che foto senza neanche l'ombra di un qualcosa di commestibile che sia anche self-made e preveda, magari, una qualche forma di ricetta. Ecco, questo è quello che ho mangiato nelle tre cenette liguri: pesce. Tanto, delizioso, fresco, cucinato in modo semplice eppure gustoso.
I ristoranti scelti sono stati Lanterne Rosse a Camogli la prima sera. L'interno, molto baroccheggiante , con luci rosse (ehmbè :D), ricchi lampadari e parecchi orpelli, contrastava un pochino con l'idea che si voleva dare di un posticino dove mangiare bene senza troppi fronzoli: trattasi infatti di un ristorante di pesce con qualche tocco di cucina spagnola (paella di carne e pesce, churrasco).
Noi abbiamo scelto un menu degustazione di pesce a 38 euro a persona bevande escluse, che prevedeva un antipasto di carpaccio di tonno affumicato, delle cozze al vino, un assaggino di paella, totani griglati "alla spada" e gamberoni e scampi alla griglia (divini, freschi, sodi, dolcissimi). Cosa a noi molto gradita è stata la possibilità di ordinare una bottiglia oppure un solo calice di vino. Cena molto soddisfacente, forse la paella un poco troppo unta, ma nel complesso gustosa. Il pesce proprio buono. Conclusione: 50 europei a cranio, forse un po' tantini, ma il pesce era proprio buono.
Per la seconda cena abbiamo cenato all'enoteca con cucina La Bossa, sempre a Camogli, un ambiente molto carino, curato e minimal, senza tovaglia ma con una mise en place decisamente gradevole agli occhi, insomma, si vedeva che ci tenevano ai dettagli. Per dire, il cestino del pane (quello nella foto sopra), contente deliziosi pezzetti di focaccia bianca, era in carta oleata piegata all'uopo :)
Anche qui, cucina di pesce abbinata a calici di vino soprattutto locale ma anche non. Noi, ovviamente, siamo andati di Vermentino DOC "Colli di Luni" (Terenzuola), piacevole. Come piatti, pasta fresca a gogo, dalle classiche trofie al pesto alla pasta lunga coi sughi di mare. Noi abbiamo scelto dei tagliono ai tonatetti e pomodorini e pappardelle alla ricciola (vincono queste ultime), di secondo del pesce spada condito con un trito di pomodorini, olive taggiasche e capperi condito con olio ligure (delizioso), e una grigliata mista (tonnetto, scampi, calamaro etc., non c'è la foto, meglio però la grigliata della sera precedente). Il conto: 35 euro a testa.
Anche qui, cucina di pesce abbinata a calici di vino soprattutto locale ma anche non. Noi, ovviamente, siamo andati di Vermentino DOC "Colli di Luni" (Terenzuola), piacevole. Come piatti, pasta fresca a gogo, dalle classiche trofie al pesto alla pasta lunga coi sughi di mare. Noi abbiamo scelto dei tagliono ai tonatetti e pomodorini e pappardelle alla ricciola (vincono queste ultime), di secondo del pesce spada condito con un trito di pomodorini, olive taggiasche e capperi condito con olio ligure (delizioso), e una grigliata mista (tonnetto, scampi, calamaro etc., non c'è la foto, meglio però la grigliata della sera precedente). Il conto: 35 euro a testa.
L'ultima cena (come suona strano :D) abbiamo preso la macchina e siamo saliti fino a S. Rocco di Camogli per andare a cenare al ristorante La Cucina di Nonna Nina, segnalato dai Dissaporiani (nonché su Osterie d'Italia) e consigliato pure dal nostro oste :) Problemi di parcheggio a parte, il posto è pure molto carino: la classica casa di una volta, con molte stanze tutte piccoline, decorata alle pareti con piatti bianchi e blu e vecchie foto. Un ambiente casalingo, come dice il nome stesso: piatti semplici e ben cucinati, un menu limitato e stagionale, scritto in dialetto, una carta dei vini breve ma intensamente ligure.
Al momento dell'ordine abbiamo dovuto chiedere qualche delucidazione sul significato dei geroglifici nel menu, arrivando alla conclusione che un buon piatto di tagliolini alla gallinella (buoni ma non fotogenici, quindi niente foto :P) e un secondo di leccia ligure cotto in umido con patate, olive, pomodoro e sarebbe andato bene. Per cambiare, come vino siamo andati su una Bianchetta Genovese DOC. Nel complesso non male, il conto direi onesto, anche se da un posto plurisegnalato, forse, mi aspettavo qualcosa in più.
Al momento dell'ordine abbiamo dovuto chiedere qualche delucidazione sul significato dei geroglifici nel menu, arrivando alla conclusione che un buon piatto di tagliolini alla gallinella (buoni ma non fotogenici, quindi niente foto :P) e un secondo di leccia ligure cotto in umido con patate, olive, pomodoro e sarebbe andato bene. Per cambiare, come vino siamo andati su una Bianchetta Genovese DOC. Nel complesso non male, il conto direi onesto, anche se da un posto plurisegnalato, forse, mi aspettavo qualcosa in più.
Bene, e con questo addio al pesce per i prossimi mesi, si torna in terra piemontese... C'è sempre la tinca gobba dorata di Ceresole come consolazione :P









