Red is the color of fall. Who said that red equals Christmas time? Nature isn't red in winter, it is red now. Red in all its nuances: magenta, pomegranate, burgundy, ruby red...
On Friday, I go to the farmer's market to lay in fresh seasonal produce. Even there, again, red. Boxes of the very last bell peppers from the area, from Carmagnola, were stacked in tall, shaky piles . Red and yellow, you could still buy them by the box and spend 1 euro a kilo. Here in Piedmont people are seriouos about their peppers and they consume a very large amount of them, roasted and served with sauces. As for me, I didn't really feel like peperoni all'acciuga col bagnet vert. I had enough of them all summer. The color of the red bell peppers was captivating, though. I thought two would be enough. No discount for me. Oh well.
I headed home and emptied my shopping basket. Something strange happened. All I bought was somehow red. It was like I needed to be sympathetic with the nature outside, the foliage and falling leaves, the colorful berries attached to the decorative bushes. It was strange and fascinating at the same time. It was like a sign: I had to make a red dish, something to honor the magnificent beauty of autumnal colors.
On the way home, I stepped into a pomegranate tree leaning on my side of the road, with some bright, ripe fruits hanging out of the house rail. I picked them, unseen, and ran home like a happy kid after a prank. I just couldn't resist.
2 ruby trout fillets with skin
2 medium-sized, ripe pomegranates, seeded
1 teaspoon / 8 grams kosher salt
For the salad:
1 large red bell pepper
10 small radishes, shaved
1 medium-size red apple (I used Gala), thinly sliced
1 small Tropea red onion, chopped
1/4 cup / 100 ml red wine
For salad dressing:
2 teaspoons (about 10 grams) cassis mustard
1 tablespoon/ 15ml olive oil
1/4 teaspoon/ 2 grams kosher salt
Chopped fresh parsley for garnishing
In a blender, juice 3/4 of the pomegranate seeds with short bursts. Stain to remove kernels.
Pour juice in a medium-size bowl.
Cut trout fillets into two parts and place in the bowl with the juice. Cover the bowl with a lid and let the fish marinade for at least half an hourand up to 2 hours.
Heat a large skillet oven medium fire and place trout fillets skin-sided. Cook for two-three minutes, then pour the marinade on top, season with salt, cover and cook for 10 minutes or until cooked through (it depends on how thick your fillets are).
For the salad: Turn the gas stove to medium-high. Wrap the bell pepper in aluminum foil and place it directly on the flame. Roast for 10 minutes, turning it on all sides using long tweezers.
Remove from the heat and let it cool slightly before unwrapping and removing seeds and skin using with a knife. Cut bell pepper pulp lenghwise and set aside.
In a small skillet over medium-high flame, heat half olive oil and sauté onion for two minutes. Deglaze with red wine and let cook until all the liquid is absorbed. Remove from heat and set aside.
In a large mixing bowl, stir together apple slices, radish slices, onion and bell pepper. Dress with mustard, salt and the remaining olive oil.
Divide salad between two plates, place the cooked trout fillet on top, and sprinke with fresh chopped parsley and the rest of the pomegranate seeds.
p.s : with this recipe and this story, I start my collaboration with Honest Cooking. Click on the banner in the sidebar to read all my honest articles.
Passeggiando lungo I viali del parco, ho notato come rimangano alcune piccole tracce della stagione passata. Le ultime rose non si sono ancora arrese, eppure sono come eclissate dai colori sgargianti delle foglie cadute, e di quelle che ancora sventolano, aspettando il momento di unirsi allo stuolo di quelle al suolo.
Rimango ogni volta incantata, anno dopo anno, dalla bellezza dell'autunno. È una bellezza, la sua, simile a quella che si potrebbe trovare in una persona un po' timida e ritrosa, con occhi profondi e malinconici e lineamenti gentili. Quest'anno, in particolare, sono stata sorpresa dall'onnipresenza del rosso che colora gli elementi attorno a me.
Il venerdì, vado al mercato dei contadini a far scorta di prodotti freschi di stagione. E anche lì, di nuovo, il rosso. C'erano cassette degli ultimi peperoni di Cuneo e Carmagnola accatastate le une sulle altre in torri pericolanti, rossi e gialli, da comprare in serie a prezzi scontati. I piemontesi sono seri sui peperoni, ne mangiano a carretti, arrosto con le salse. Quanto a me, non me la sentivo di continuare coi peperoni all'acciuga e il bagnet vert, ne avevo già mangiati abbastanza durante l'estate. Eppure, non volevo neanche andarmene senza prenderne almeno un paio –sì, un paio sarebbero bastati. Rossi, ovviamente. Senza sconto. Non importa.
Il resto della mia spesa si è risolto con un mazzetto di rapanelli, delle cipolle rosse e un chilo di mele nuove, le royal gala, le mie preferite. Certo, a leggere I molti racconti sulle visite domenicali alla fattoria coi meleti mi ha resa un po' invidiosa: non è esattamente una cosa che si fa comunemente, qui da noi. Poi, ripensandoci, mi sono sentita grata per quelle persone che portano il meglio dei loro prodotti vicino a me e a dove vivo. Son loro grata per i sapori che mi fanno assaggiare, e per il passare delle stagioni, di cui mi fanno accorgere attraverso i loro frutti.
Svuotando la borsa della spesa, una volta a casa, mi sono accorta di aver comprato tutta roba di un qualche tono di rosso. Forse, avevo inconsciamente bisogno di sentirmi in sintonia con la natura di fuori, con le sue le foglie e le piccole bacche. Strano e affascinante allo stesso tempo. Era come un se senza saperlo, sentivo di dover preparare qualcosa che si abbinasse a quel che mi stava attorno.
Il venerdì a Bra è anche il giorno in cui i trotai del luogo vendono il loro pesce al mercato, un pesce la cui freschezza raramente ho trovato altrove: si può davvero comprare la trota più fresca ai prezzi più onesti. Come ogni settimana, mi son diretta dal mio trotaio per portare a casa un paio di filetti di trota salmonata, con già in testa una vaga idea del mio pranzo rosso autunno. Sulla via del ritorno, ho visto dall'altro lato della strada che un albero di melograni pendeva sul marciapiede, facendo penzolare alcuni frutti oltre la ringhiera. Ho attraversato e li ho colti con gesti veloci, aumentando poi il passo come una bambina dopo una marachella. Non sono riuscita a resistere.
Nonostante le sue ben note proprietà salutari ed antiossidanti, il melograno è un frutto spesso scartato perchè troppo tedioso da sbucciare e mangiare. Capita quindi che, invece che nei nostri stomaci, fininsca nelle fruttiere come elemento ornamentale. Mia nonna, per esempio, ha un albero di melograni ma non si è mai presa la briga d mangiarli. Temevo fosse il rischio che quei melograni stavano correndo. Mi sono sentita, nel coglierli, come se li stessi salvando da una ingiusta fine. E poi, come sarebbero stati bene nel mio piatto rosso autunno! Erano proprio della sfumatura che mi mancava.
Nel creare questa pazza singolare ricetta, quel giorno, ho fatto una scoperta importante, ovvero che il succo di melograno può essere usato per una marinatura. Son partita proprio da qui, dal marinare I filetti di trota in quel liquido magenta acceso. Non avevo mai visto nulla di simile, mai.
Mentre il pesce marinava, ho arrostito un peperone sulla fiamma viva, tagliato una mela, tritato una cipolla e affettato i rapanelli. Tutte verdure di stagione, tutte rosse: vittoria. L'insalata è stata condita nel tempo sufficiente a cuocere la trota in padella, nel suo “brodo”.
La tavola era stata apparecchiata con delle candele rosse, le foglie raccolte al parco, e un cestino del pane a tema. Il nostro pranzo in rosso era pronto, sgargiante in quella grigia giornata di ottobre.
2 filetti di trota salmonata con la pelle
2 melograni, puliti e sgranati
1 cucchiaino / 8 grammi di sale
Per l'insalata:
1 peperone rosso, medio
10 rapanelli, affettati sottilmente
1 mela rossa (io Gala), tagliata a fette sottili
1 cipolla rossa tagliata a cubetti
1/4 cup / 100 ml di vino rosso
Per il condimento:
2 cucchiaini (circa 10 grammi) di senape al cassis (o normale)
1 cucchiaio / 15ml di olio extravergine di oliva
1/4 cucchiaino/ 2 grammi di sale
prezzemolo fresco per guarnire
Riducete a succo 3/4 dei chicchi di melograno usando un blender/robot da cucina. Passate il succo al colino per rimuovere i semini. Versare il succo in una piccola terrina e adagiarci i filetti di trota lavato e tagliati in due parti. Coprire e far marinare per almeno mezz'ora in frigo.
Scaldare una padella antiaderente, mettere i filetti dalla parte della pelle, cuocere a fiamma viva per due o tre minuti, quindi versarci sopra la marinata al melograno, salare, coprire e cuocere per una decina di minuti a fiamma bassa, o finché teneri (dipende dallo spessore dei vostri filetti).
Per l'insalata:
Accendere il fornello più grande che avete a fiamma alta. Avvolgere il peperone in un foglio di alluminio e metterlo direttamente sopra la fiamma viva. Cuocere da tutti i lati, girandolo con l'aiuto di pinze o due lunghi cucchiai, finché la pelle non sia uniformemente scura. Rimuovere il peperone dal fuoco, lasciar raffreddare, quindi aprire e rimuovere pelle e semi. Tagliare a listarelle la polpa ottenuta.
In una padella scaldare 1/2 cucchiaio di olio, versarci sopra la cipolla, rosolare per qualche minuto, quindi deglassare col vino rosso e cuocere finché il liquido non si sia assorbito.
Mischiare in una terrina le fettine di mela, i rapanelli, il peperone e la cipolla, Condire con senape, olio e sale.
Dividere l'insalata sui piatti, adagiarci sopra i filetti di trota, e decorare con il resto dei chicchi di melograno e del prezzemolo tritato.
Questa storia in rosso, e questa ricetta partecipa al contest del blog Cucina di Barbara, Get an Aid in the Kitchen.
